Pubblicato il 10° Report europeo sullo Stato dell’Oceano che mostra un oceano trasformato e comunità costiere in prima linea
Il 10° Copernicus Ocean State Report (OSR10), pubblicato oggi, 2 ottobre 2026, lancia un allarme più netto sulla portata dei profondi cambiamenti che stanno interessando l’oceano, mentre nel Pacifico si sta delineando un evento di El Niño probabilmente senza precedenti. Realizzato da Mercator Ocean International, l’organizzazione incaricata dalla Commissione europea dell’attuazione del Copernicus Marine Service, con il contributo di 125 scienziati provenienti dall’Europa e da tutto il mondo, questo rapporto, che ha raggiunto il suo decimo anniversario, si basa sui più recenti dati satellitari, osservazioni in situ e modelli numerici. I dati mostrano un oceano che si sta riscaldando a un ritmo allarmante, con conseguenze di vasta portata per la vita marina, le coste e le comunità di tutto il mondo che convivono con il mare.
Al rapporto ha partecipato anche l’OGS, con uno studio della Sezione di Oceanografia sull’impatto degli eventi estremi sulle dinamiche biogeochimiche delle aree costiere, in particolare rispetto alla regione nord adriatica.
Il report mostra perché sia fondamentale disporre di osservazioni continue e operative, e comprova il valore di trasformare i dati in informazioni affidabili, che governi e comunità possano utilizzare per prepararsi a ciò che ci attende. L’oceano sta cambiando in modo evidente sotto i nostri occhi, ed è nostra responsabilità costruire una capacità permanente di anticipare questa trasformazione.
I risultati del rapporto, frutto del lavoro di un’ampia comunità scientifica internazionale, mostrano la portata e la velocità dei cambiamenti in corso. Le serie storiche di dati permettono di rendere visibili questi cambiamenti, consentendo agli scienziati di distinguere gli eventi isolati dalle tendenze più ampie e di costruire un quadro sempre più dettagliato di ciò che sta accadendo, delle aree in cui stanno emergendo gli impatti e dei contesti in cui governi e comunità potrebbero doversi preparare.
Con l’aumento del calore assorbito dall’oceano, gli effetti si propagano all’intero sistema marino. L’aumento della temperatura delle acque alimenta le ondate di calore marine, può intensificare le tempeste, alterare gli ecosistemi e contribuire all’innalzamento del livello del mare attraverso l’espansione termica dell’acqua e lo scioglimento dei ghiacci continentali. Non si tratta di fenomeni isolati, ma di conseguenze interconnesse del riscaldamento degli oceani, sempre più evidenti nei mari regionali e nelle comunità costiere di tutto il mondo.
In Europa, i mari regionali sono sottoposti a una pressione particolarmente intensa, con alcune aree che stanno cambiando più rapidamente di altre. Quantità significative di calore anomalo possono permanere al di sotto della superficie, e ciò permette di evidenziare impatti che le sole temperature superficiali non consentirebbero di cogliere, e di ottenere un quadro più completo dei rischi per gli ecosistemi marini.
In particolare, il contributo dell'OGS al report ha riguardato l'analisi dell'eutrofizzazione dell’Adriatico settentrionale nel 2024, utilizzando dati satellitari, modelli del Copernicus Marine Service e un modello costiero ad alta risoluzione. Le ricercatrici e i ricercatori hanno rilevato anomalie della clorofilla superiori al 100% rispetto ai valori climatologici all’inizio della primavera, seguite da livelli anomali persistenti in estate e autunno. Il fenomeno è stato associato soprattutto agli apporti fluviali di acqua dolce e nutrienti, in particolare fosfati, insieme alla circolazione marina e alla temperatura superficiale. Gli eventi fluviali estremi hanno favorito accumuli di biomassa e possibili episodi di maggiore eutrofizzazione. Lo studio evidenzia inoltre l’importanza dei sistemi di previsione e della modellistica costiera ad alta risoluzione per monitorare e comprendere meglio la distribuzione e l’evoluzione locale dell’eutrofizzazione.
L’OSR10 dimostra, inoltre, come la scienza oceanografica possa aiutare la società in modo concreto ad affrontare questi cambiamenti, venendo in aiuto dei sistemi di allerta precoce, della pianificazione delle infrastrutture e delle strategie di adattamento.
Foto: Corallo con mucillagine, fotografia di Serena Zunino (OGS).