Al via il secondo anno di sperimentazione congiunta tra Arpa FVG e OGS: nuovi rilasci di drifter per studiare le correnti del Golfo di Trieste

Riparte dalla sede OGS di Aurisina, in prossimità della stazione RADAR-HF, la collaborazione tra Arpa FVG - Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente del Friuli Venezia Giulia e l'OGS per lo studio delle correnti marine del Golfo di Trieste attraverso il rilascio di drifter, tracciatori passivi satellitari in grado di seguire i movimenti delle acque superficiali e correnti marine. Dopo un primo anno che ha visto l’effettuazione di cinque rilasci congiunti, si rinnova così l’impegno delle due istituzioni nella ricerca applicata alla tutela ambientale marina e alla gestione delle emergenze in mare.

Presenti all’avvio di questo secondo anno di attività la Direttrice generale di Arpa FVG, Anna Lutman e il Direttore della Sezione di Oceanografia dell’OGS, Cosimo Solidoro.

Nel corso del 2025 sono stati realizzati cinque rilasci, ciascuno della durata di 48 ore, in diverse condizioni meteo-marine, così da analizzare il comportamento dei drifter in presenza di variabili ambientali differenti. I dati raccolti sono stati confrontati sia con i modelli previsionali sviluppati da Arpa FVG e OGS, sia con le osservazioni fornite dai RADAR-HF installati nel Golfo di Trieste.

Le analisi hanno evidenziato differenze sostanziali tra le dinamiche dei due modelli di drifter utilizzati:

  • il Code Drifter (struttura a croce con vela) risulta maggiormente influenzato dalle correnti marine, mentre risente in misura minore dell’azione di vento e onde;
  • lo Stokes Drifter (struttura a disco), al contrario, è forzato contemporaneamente da correnti, vento e moto ondoso.

In generale, già dopo le prime 24 ore dal rilascio in mare, il modello Stokes ha mostrato un andamento differente dal modello Code percorrendo, in genere, distanze maggiori proprio a causa della maggior influenza di vento e onde.

Queste differenze dimostrano che i due strumenti non possono essere considerati intercambiabili, bensì complementari e ciascuno fornisce informazioni specifiche e preziose per comprendere le diverse componenti che regolano la dinamica delle acque superficiali del Golfo.

Proprio per chiarire in modo più approfondito le cause delle divergenze osservate nelle traiettorie, Arpa FVG e OGS hanno deciso di proseguire la sperimentazione. Sono previsti altri cinque rilasci a cadenza bimestrale, con conclusione delle attività entro dicembre 2026, così da ampliare la base dati e migliorare ulteriormente la capacità di validazione dei modelli numerici.

I risultati del primo anno di sperimentazione saranno presentati in ambito internazionale durante il convegno scientifico EGU General Assembly 2026 (EGU 26), dedicato alle scienze della Terra e del mare, in programma a Vienna dal 3 all’8 maggio 2026.

L’attività si inserisce nel più ampio quadro delle iniziative di monitoraggio e previsione operativa nel Nord Adriatico, con l’obiettivo di rendere sempre più efficaci gli strumenti a supporto della prevenzione e gestione di eventuali sversamenti accidentali di idrocarburi o altre sostanze inquinanti, nonché di migliorare la comprensione dei processi fisici che regolano il Golfo di Trieste.