DEEP-IMPACT: inizia il nuovo progetto europeo che studia gli ecosistemi profondi del canyon di Corfù-Cefalonia
È ufficialmente iniziato DEEP-IMPACT, il progetto, coordinato dall’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale - OGS, che punta ad esplorare e comprendere gli ecosistemi profondi di un’area ancora poco conosciuta del Mediterraneo, quella del canyon di Corfù-Cefalonia, nel Mar Ionio. L’iniziativa, è finanziata tramite il programma europeo AQUARIUS nell’ambito dei bandi di accesso transnazionale e intende approfondire le conoscenze sui collegamenti tra ambiente costiero e profondo, essenziali per migliorare la tutela di mari e Oceano.
“DEEP-IMPACT nasce dall’evidenza di un recente studio dell’OGS che ha mostrato che le acque dense che si formano nel Nord Adriatico raggiungono, dopo un percorso un lungo percorso lungo il margine delle coste adriatiche italiane, i sistemi di canyon nel mar Ionio” racconta Riccardo Martellucci, ricercatore della sezione di Oceanografia dell’OGS e coordinatore scientifico del progetto. “Ci concentreremo sull’analisi di come queste masse d’acqua penetrino nel canyon, influenzando la circolazione profonda, il mescolamento, la risalita delle acque e il possibile trasporto di inquinanti verso gli ambienti abissali. Poiché si originano in una regione costiera fortemente antropizzata e industrializzata, queste acque possono infatti agire come vettori di microplastiche e contaminanti, con potenziali implicazioni per ecosistemi profondi ancora poco conosciuti”.
Il gruppo internazionale di ricerca effettuerà campionamenti, analisi di laboratorio, indagini con robot subacquei, come i ROV e i glider oceanografici, che permetteranno di valutare la biodiversità del canyon e le possibili connessioni tra ambiente costiero e profondo.
Il progetto coinvolge partner scientifici nazionali tra cui CNR - Istituto di Scienze Polari, Università del Salento, Università di Catania e CoNISMa, il Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Scienze del Mare. Tra gli istituti internazionali coinvolti ci sono la Scottish Association for Marine Science (SAMS) in Scozia, l’Università di Barcellona e l’Istituto Nazionale di Biologia di Lubiana.
AQUARIUS mette a disposizione 57 servizi di infrastruttura di ricerca, tra cui navi da ricerca, veicoli subacquei, piattaforme fisse, osservatori marini, risorse dati sofisticate e molto altro, attraverso bandi competitivi di accesso gratuito per i team di ricerca selezionati, includendo supporto logistico, tecnologico e scientifico e la copertura di costi di viaggio e attività in loco. L’OGS, insieme agli altri partner, potrà dunque utilizzare infrastrutture d’eccellenza per condurre misurazioni avanzate e raccogliere dati innovativi, contribuendo così agli obiettivi della Missione dell’UE Restore our Ocean and Waters by 2030.
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