La scienza va a vela: in occasione della Barcolana, il progetto FeBo monta a bordo della barca “Mattutina” un sistema a basso costo per il monitoraggio delle acque marine
TRIESTE, 15 OTTOBRE 2026 – Quando la passione per la vela incontra l’innovazione tecnologica, anche una regata storica come la Barcolana può diventare un’occasione per contribuire alla ricerca scientifica. In occasione della 58ª edizione della manifestazione, l’imbarcazione “Mattutina”, grazie alla collaborazione tra l’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale - OGS e GreenVenergy, ha navigato nel Golfo di Trieste con a bordo FeBo (FerryBox), un sistema innovativo per il monitoraggio ambientale marino.
Installato sull’imbarcazione, il sistema preleva acqua direttamente dall’esterno dello scafo, misurando parametri oceanografici e ambientali. Le osservazioni raccolte durante la navigazione consentono di ampliare la copertura geografica e temporale dei dati sul mare, integrando le attività di monitoraggio tradizionali e offrendo nuove informazioni utili alla ricerca scientifica.
Il progetto nasce dall’esperienza maturata dall’OGS nell’ambito dell’Open Science e della Citizen Science, attraverso lo sviluppo di tecnologie e infrastrutture per la raccolta e la condivisione di dati ambientali secondo il paradigma del crowdsensing. Un esempio è il progetto COCAL, realizzato in collaborazione con Trieste Trasporti per il monitoraggio della qualità dell’aria, oppure il progetto NoiXApp, per il monitoraggio e del rumore in zone urbane. Da queste esperienze è nata l’idea di estendere le tecnologie di monitoraggio anche alla navigazione da diporto, avviando una collaborazione con le aziende di ingegneria navale InNave e GreenVenergy, attraverso due contratti di sviluppo tecnologico, FeBo 1 e FeBo 2.
Il progetto prevede, oltre alla realizzazione di un sistema FerryBox a basso costo, lo sviluppo di un portale web dedicato alla condivisione dei dati raccolti, secondo i principi FAIR: reperibilità, accessibilità, interoperabilità e riutilizzabilità. Le informazioni sullo stato del mare vengono messe a disposizione della comunità scientifica e del pubblico, favorendo la partecipazione e la collaborazione tra ricerca e società.
FeBo dimostra che, con un investimento ridotto, anche le imbarcazioni da diporto possono diventare piattaforme di osservazione ambientale, contribuendo ad aumentare la disponibilità di dati scientifici relativi al mare.
Il progetto è sviluppato dall’Infrastruttura di gestione dati della Sezione di Geofisica dell’OGS, nell’ambito della quinta missione dell’Ente: Scienza aperta. Partecipano alle attività i ricercatori dell’OGS Paolo Diviacco, Rodrigo Carbajales, Alberto Viola, Lorenzo Grio e Mihai Burca.
Ufficio stampa
Francesca Petrera
333 4917183
press@ogs.it
Marina D'Alessandro
349 288 5935
press@ogs.it