SALT.IN - Integrazione di dati geofisici per la definizione dell’ingressione del cuneo salino nelle aree costiere del Friuli Venezia Giulia
Metodologia innovativa per la caratterizzazione idro geofisica degli acquiferi costieri e perilagunari
L’ingressione del cuneo salino rappresenta una delle principali criticità per gli acquiferi costieri del Friuli Venezia Giulia, con impatti diretti sulla qualità delle acque, sugli ecosistemi perilagunari e sugli usi civili e agricoli. Il progetto SALT.IN nasce per sviluppare e applicare una metodologia geofisica integrata capace di individuare, mappare e monitorare l’avanzamento della salinizzazione nei corpi idrici sotterranei e superficiali.
L’OGS, tramite la Sezione GEO, mette a disposizione competenze avanzate in geoelettrica 3D, sismica attiva multicomponente e integrazione tomografica, con l’obiettivo di fornire alla Regione strumenti scientifici affidabili per la gestione sostenibile delle risorse idriche.
Obiettivi
Obiettivo generale
Sviluppare un approccio geofisico integrato per la definizione dell’ingressione del cuneo salino nelle aree costiere e perilagunari del Friuli Venezia Giulia.
Obiettivi specifici
- Caratterizzare la geometria degli acquiferi costieri e delle zone di transizione salina.
- Identificare la profondità e l’estensione del cuneo salino.
- Integrare dati geoelettrici e sismici per modelli idro‑geofisici ad alta risoluzione.
- Fornire supporto tecnico‑scientifico alla pianificazione regionale e alla gestione del rischio idrico.
- Consolidare un protocollo operativo replicabile in altri contesti costieri.
Metodologia
Il progetto prevede una campagna integrata di indagini geofisiche in siti campione compresi tra:
- Foce del sistema Aussa‑Corno
- Area costiera e perilagunare fino al Comune di Monfalcone
Tecniche impiegate
- ERT 2D/3D di nuova generazione (FullWaver, MPT Multisource)
- Sismica attiva multicomponente
- Tomografia integrata elettrica + sismica
- Analisi dei dati esistenti e bibliografici
- Modellazione idro‑geofisica del sottosuolo
Profondità investigabile
Fino a 150 - 200 m, a seconda delle condizioni geologiche e idrogeologiche.
Output attesi
- Modelli 2D/3D della resistività e delle velocità sismiche.
- Identificazione delle zone salinizzate e delle interfacce dolce‑salato.
- Mappe geofisiche integrate per supporto alla gestione delle risorse idriche.
- Protocollo metodologico replicabile per il monitoraggio del cuneo salino.
- Documentazione tecnica e report condivisi con la Regione.