Il cambiamento climatico ridefinisce la vita sui fondali del Mediterraneo, mettendo a rischio centinaia di specie
Il cambiamento climatico sta trasformando la vita sui fondali del Mar Mediterraneo, comportando importanti modifiche nella distribuzione geografica, diversità e composizione delle comunità di specie bentoniche, che vivono in stretta relazione col fondale marino e sono importantissime per l’equilibrio ecosistemico dei nostri mari.
È quanto emerge da una nuova ricerca italo-svizzera, guidata dall’OGS e pubblicata sulla rivista internazionale Global Change Biology, con il titolo “The Geography of Mediterranean Benthic Communities Under Climate Change”.
Impiegando modelli di distribuzione delle specie, moderne proiezioni biogeochimiche e climatiche relative all’oceano, e un ampio database di oltre 100.000 segnalazioni di presenza, è stato possibile valutare la distribuzione attuale e nei prossimi decenni di circa 350 specie bentoniche nel Mediterraneo.
Per queste specie si prospettano impatti rilevanti, anche se non uniformi su scala regionale. I risultati indicano che la maggior parte di questi organismi è destinata a spostarsi verso nord, principalmente in risposta a mutamenti della temperatura dell’acqua e alla diminuzione dei livelli di ossigeno disciolto in prossimità del fondale. Le proiezioni di distribuzione, inoltre, mostrano fenomeni come la contrazione dell’areale di distribuzione delle specie, lo spostamento in acque più profonde e una crescente frammentazione degli habitat.
A correre i rischi maggiori sono le specie adattate a condizioni termiche fredde. Al contrario, per quelle adattate a condizioni più calde è proiettata un’espansione dell’areale e una migrazione verso acque meno profonde.
Questi processi comportano un aumento significativo del rischio di estinzione locale delle specie bentoniche, con ingenti danni per le reti trofiche e i processi chiave del mare, come la bioturbazione e il ciclo dei nutrienti. Serve dunque una pianificazione dello spazio marittimo sempre più basata sugli ecosistemi e attenta agli effetti del cambiamento climatico, così da superare i limiti legati alle strategie di conservazione tradizionali.
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Fondale marino vicino a Creta, in Grecia (Fotografia di Yannis Papanastasopoulos, da Unsplash).