DGPV_AOSTA
Progetto di indagini geologiche per l’approfondimento della conoscenza di frane profonde ad evoluzione lenta (DGPV)
L’OGS, tramite la Sezione di Ricerca Geofisica – GEO e la Regione Autonoma Valle d’Aosta, collaborano mediante il reciproco scambio di conoscenze alle indagini geologiche per l’approfondimento della conoscenza di frane profonde ad evoluzione lenta (DGPV)
Il progetto riguarda la caratterizzazione geofisica di due Depositi Gravitativi Profondi di Versante in Valle d’Aosta, nei siti di Saint-Rhémy-en-Bosses e Valtournenche, attraverso un approccio integrato basato su indagini sismiche e geoelettriche. Questi fenomeni coinvolgono grandi volumi di roccia e detrito soggetti a deformazioni lente e profonde, difficili da definire con la sola osservazione geomorfologica. Per questo motivo il progetto mira a ricostruire l’assetto interno dei versanti, distinguere i materiali deformati dal substrato stabile e riconoscere le porzioni ancora attive.
L’obiettivo principale è migliorare la comprensione dei processi deformativi che interessano i versanti alpini e costruire modelli geologici e geofisici affidabili, utili per la gestione del rischio e la pianificazione territoriale. In particolare, le indagini sono finalizzate a individuare eventuali superfici di scollamento, delimitare le zone instabili e definire l’architettura profonda dei due DGPV, che rappresentano casi significativi per complessità strutturale, eredità glaciale e condizioni idrogeologiche.
Per raggiungere questi risultati, OGS ha impiegato un insieme coordinato di tecniche avanzate, integrando rilievi sismici ad alta risoluzione con misure geoelettriche. Un aspetto particolarmente importante del progetto è rappresentato dalle sorgenti sismiche, scelte in funzione della morfologia, dell’accessibilità e degli obiettivi di profondità e risoluzione: sono stati infatti utilizzati il MiniVib come sorgente vibrazionale, l’Hydrapulse come sorgente impulsiva per settori più acclivi, e il fucile sismico nei tratti più difficili dal punto di vista logistico. Insieme ai sistemi geoelettrici FullWaver e MPT Multisource, questa strategia ha permesso di investigare il sottosuolo fino a circa 150–200 metri di profondità e di ottenere modelli di velocità sismica e di proprietà elettriche indispensabili per riconoscere le strutture profonde e supportare le decisioni tecniche sul territorio.